{"id":634,"date":"2022-01-09T12:06:20","date_gmt":"2022-01-09T11:06:20","guid":{"rendered":"https:\/\/mangeloni.it\/?p=634"},"modified":"2023-01-04T18:33:04","modified_gmt":"2023-01-04T17:33:04","slug":"osservazioni-su-appello-per-la-scuola-pubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mangeloni.it\/?p=634","title":{"rendered":"Osservazioni su &#8220;Appello per la Scuola Pubblica&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/sites.google.com\/site\/appelloperlascuolapubblica\/\">https:\/\/sites.google.com\/site\/appelloperlascuolapubblica\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dalla Costituzione della Repubblica italiana:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Art. 3<\/strong><em><strong>:<\/strong>&nbsp;&#8221; [..]<\/em><i>E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese.&#8221;<\/i><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Art. 33<\/strong><em>: &#8220;L&#8217;arte e la scienza sono libere e libero ne \u00e8 l&#8217;insegnamento.&nbsp;&nbsp;<\/em><em>La Repubblica detta le norme generali sull&#8217;istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.&nbsp;&nbsp;<\/em><em>Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Art. 34: &#8220;<\/strong><em>La scuola \u00e8 aperta a tutti.&nbsp;&nbsp;<\/em><em>L&#8217;istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, \u00e8 obbligatoria e gratuita.&nbsp; &nbsp;<\/em><em>I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi pi\u00f9 alti degli studi.&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<!--nextpage-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Rafael Araujo<\/strong>,&nbsp;<em>Blue morpho golden ratio sequence<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; Al Presidente della Repubblica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ai Presidenti delle Camere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Al Ministro dell\u2019Istruzione, Universit\u00e0 e Ricerca.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gli insegnanti proponenti:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Giovanni Carosotti<\/strong>, insegnante scuola secondaria di secondo grado, Milano.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Rossella Latempa<\/strong>, insegnante scuola secondaria di secondo grado, Verona.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Renata Puleo<\/strong>, gi\u00e0 dirigente scolastico, Roma.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Andrea<\/strong>&nbsp;<strong>Cerroni<\/strong>, professore associato, Universit\u00e0 degli Studi Milano-Bicocca.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Gi<\/strong><strong>anni Vacchelli<\/strong>, insegnante scuola secondaria di secondo grado, Rho (MI).<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Ivan Cervesato<\/strong>, insegnante scuola secondaria di secondo grado, Milano.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Lucia R. Capuana<\/strong>, insegnante scuola secondaria di secondo grado, Conegliano Veneto (TV).<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Vittorio Perego<\/strong>, insegnante scuola secondaria di secondo grado, Melzo (MI).<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La premessa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ultima riforma della scuola \u00e8 l\u2019apice di un processo pluridecennale che rischia di svuotare sempre pi\u00f9 di senso la pratica educativa e che mette in pericolo i fondamenti stessi della scuola pubblica. Certo la scuola va ripensata e riformata, ma non destrutturata e sottoposta ad un processo riduttivo e riduzionista, di cui va smascherata la natura ideologica, di marca economicistica ed efficientista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La scuola \u00e8 e deve essere sempre meglio una comunit\u00e0 educativa ed educante. Per questo non pu\u00f2 assumere, come propri, modelli produttivistici, forse utili in altri ambiti della societ\u00e0, ma inadeguati all\u2019esigenza di una formazione umana e critica integrale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 quanto mai necessario \u201crimettere al centro\u201d del dibattito la questione della scuola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come? In tre modi almeno:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>a) parlandone e molto, in un\u2019informazione consapevole che spieghi in modo critico i processi in corso;<\/li>\n\n\n\n<li>b) ricostituendo un fronte comune di Insegnanti, Dirigenti Scolastici, Studenti, Genitori e Societ\u00e0 civile tutta; e, soprattutto,<\/li>\n\n\n\n<li>c) riprendendo una lotta cosciente e resistente in difesa della scuola, per una sua trasformazione reale e creativa.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna chiedersi, con franchezza: cosa \u00e8 al centro realmente? L\u2019educazione, la cultura, l\u2019amore per i giovani e per la loro crescita intellettuale e interiore, non solo professionale, o un processo economicistico-tecnicistico che asfissia e destituisce?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>7 temi per un\u2019idea di Scuola<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">da leggere come studente, genitore, insegnante, cittadino<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>&nbsp;<\/strong><strong>Conoscenze vs competenze<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Innovazione didattica e tecnologie digitali<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Lezione vs attivit\u00e0 laboratoriale<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Scuola e lavoro<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Metrica dell\u2019educazione e della ricerca<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Valutazione del singolo, valutazione di sistema<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Inclusione e dispersione<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il documento<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Conoscenze vs competenze<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una scuola di qualit\u00e0 \u00e8 basata sulla centralit\u00e0 della conoscenza e del sapere costruiti a partire dalle discipline. Letteratura, Matematica, Arte, Scienza, Storia, Geografia, Filosofia, in tutte le loro declinazioni, sono la chiave di lettura del mondo, della societ\u00e0 e del nostro futuro. Una reale comprensione del presente e la trasformazione della societ\u00e0 richiedono riferimenti che affondano le radici nella storia, nelle opere, nelle biografie e nell\u2019epistemologia delle discipline.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<strong>Crediamo che<\/strong><strong>:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>i)Aggregare compiti e prestazioni degli allievi attorno a competenze predefinite e standardizzate annienti l\u2019organicit\u00e0 dell\u2019educazione, riduca la complessit\u00e0 del mondo ad un \u201ckit di pratiche\u201d, che tali restano, anche con l\u2019appellativo onorifico di \u201ccompetenze di cittadinanza\u201d.<\/li>\n\n\n\n<li>ii)<em>La competenza<\/em>, unica e trasversale, si consegua nel tempo, nello spazio sociale, nei contesti comunicativi affettivo-cognitivi. La cittadinanza, a cui le competenze comunitarie aspirano, non \u00e8 un insieme di rituali individuali da validare e certificare. Cittadinanza \u00e8 \u201coperare in comune\u201d.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">iii)&nbsp;&nbsp;Non abbia senso misurare \u201clivelli di competenza\u201d degli studenti, da attestare in una sorta di fermo-immagine valutativo. Il sapere non si acquisisce mai definitivamente. \u00c8 continuamente rinnovato dalla maturazione, consapevolezza, interiorit\u00e0, ricerca singolare e plurale, approfondimento di contenuti e pratiche.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"2\">\n<li><strong>&nbsp;<\/strong><strong>Innovazione didattica e tecnologie digitali<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innovare non&nbsp;<em>\u00e8 bene di per s\u00e9<\/em>, tantomeno in campo educativo. La didattica \u201cinnovativa\u201d o digitale, oggi presentata come primaria necessit\u00e0 della Scuola, non vanta alcuna legittimazione scientifica n\u00e9 acquisizione definitiva da parte della ricerca educativa. Innovazioni e tecnologie, nelle varie accezioni global-ministeriali (<em>debate<\/em>,&nbsp;<em>CLIL,<\/em>&nbsp;<em>flipped classroom,&nbsp;<\/em>etc), rappresentano un insieme di \u201criforme striscianti\u201d che demoliscono pezzo a pezzo l\u2019edificio della Scuola Pubblica dal suo interno. Servono piuttosto innovazioni in tutt\u2019altra direzione, che sappiano valorizzare inoltre l\u2019interculturalit\u00e0, la creativit\u00e0 e l\u2019immaginazione, il pensiero critico e quello simbolico, nella didattica cos\u00ec come nell\u2019impianto complessivo della scuola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<strong>Crediamo che<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>i)Ogni innovazione metodologica o tecnologia digitale sia un<em>possibile strumento<\/em>&nbsp;di ampliamento e accesso a contenuti e conoscenze. Sul loro impiego l\u2019insegnante \u00e8 chiamato a riflettere e valutare in maniera incondizionata e libera. Codificare pratiche e metodi, presentati come&nbsp;<em>la<\/em>&nbsp;<em>priorit\u00e0<\/em>&nbsp;della Scuola, \u00e8 una semplificazione retorica arbitraria, corrispondente ad un preciso modello culturale preconfezionato, che ridefinisce finalit\u00e0 e ruoli dell\u2019istruzione pubblica in ossequio a un\u2019ideologia indiscussa.<\/li>\n\n\n\n<li>ii)L\u2019inflazione di innovazioni didattiche e gli sperimentalismi digitali offrano spesso narrazioni impazienti ed elementari (slides, video, \u201cprodotti\u201d, progetti), propongano procedure stereotipate e associazioni banali, con grave danno per gli studenti e la loro crescita culturale, interiore e sociale.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">iii)&nbsp;Non sia il mero ingresso di uno smartphone in classe a migliorare l\u2019apprendimento o l\u2019insegnamento. In quel caso si potr\u00e0, certo, aderire a un modello, attualmente dominante: quello che sostiene l\u2019equazione cambiamento=miglioramento e digitale=coinvolgimento. Il miglioramento dell\u2019apprendimento e dell\u2019insegnamento passa, per\u00f2, per altre strade: quelle dell\u2019attuazione del dettame della nostra Costituzione.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"3\">\n<li><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/strong><strong>Lezione vs attivit\u00e0 laboratoriale<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019era di&nbsp;<em>instagram<\/em>,&nbsp;<em>twitter<\/em>&nbsp;e dell\u2019&nbsp;<em>e-learning<\/em>, la relazione e la comunicazione \u201cviva\u201d allievo\/insegnante &#8211; nella comunit\u00e0 della classe &#8211; rappresentano fortezze da salvaguardare e custodire. La saldatura del legame intergenerazionale, la trasmissione coerente di conoscenze, percorsi e temi, il dialogo incalzante, la maieutica, la circolarit\u00e0, la condivisione di interpretazioni e scelte linguistiche, il problematizzare insieme, l\u2019attenzione ai tempi, alle reazioni di sguardi e comportamenti. Tutto questo&nbsp;<em>\u00e8<\/em>&nbsp;<em>fare lezione<\/em>, un incontro fra persone in cammino in una comunit\u00e0 inclusiva. Gli appellativi di \u201cfrontale\u201d, \u201cdialogata\u201d, \u201claboratoriale\u201d sono rifiniture burocratiche che non ne intaccano la sostanza. Una lezione&nbsp;<em>pu\u00f2 e deve essere&nbsp;<\/em>un laboratorio educativo, di crescita e partecipazione, di scambi fra tutti e cambiamenti di ciascuno, insegnante incluso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<strong>Crediamo che<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>i)L\u2019insegnante, come educatore, sia responsabile e garante di quell\u2019 \u201cincontro\u201d che d\u00e0 senso e valore ai&nbsp;<em>fatti culturali<\/em>&nbsp;della propria disciplina. La relazione di pari dignit\u00e0 ma asimmetrica tra maestro e studente, nel microcosmo della collettivit\u00e0 di classe, permette agli allievi di imbattersi nel non conosciuto, di praticare l\u2019incontro con la difficolt\u00e0 del reale e del vivere in comunit\u00e0, di aprire un orizzonte culturale diverso da quello familiare o sociale.<\/li>\n\n\n\n<li>ii)Attenzione concentrata, aumento dei tempi di ascolto, siano condizioni per un \u201csaper fare\u201d come \u201cagire intelligente\u201d, che non si consegue assecondando l\u2019uso delle tecnologie o seducendo gli alunni con dispositivi&nbsp;<em>smart<\/em>, ma in contesti di applicazione laboriosa, tempo quieto per pensare, discussione nel gruppo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/strong><strong>Scuola e lavoro<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si va a scuola semplicemente per trovare un lavoro, non si frequenta un percorso di istruzione solo per prepararsi ad una professione. Dal liceo del centro storico al professionale di estrema periferia, la scuola era e deve restare, per primo, un \u201cluogo potenziale\u201d in cui immaginare destini e traiettorie individuali, rimettere in discussione certezze, diventare qualcos&#8217;altro&nbsp;dalla somma di \u201ctagliandi di competenza\u201d accumulati e certificati. L\u2019apertura alla realt\u00e0 sociale e produttiva pu\u00f2 realizzarsi, volontariamente, attraverso forme e progetti di scambio organizzati autonomamente dagli istituti scolastici. Non imposti&nbsp;<em>ex lege<\/em>&nbsp;dal combinato Jobs Act e Buona Scuola. Pratiche calibrate in base ai contesti e alle finalit\u00e0 educative, che in nessun modo gravino sulle famiglie o sugli allievi in termini di sostenibilit\u00e0 e gestione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<strong>Crediamo che<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>i)L\u2019alternanza scuola lavoro non rappresenti affatto un\u2019opportunit\u00e0 formativa per i ragazzi, quanto piuttosto una surrettizia sperimentazione del \u201clavoro reale\u201d che entra fin dentro i curricula scolastici, sottraendone tempo e qualit\u00e0 e distorcendone le finalit\u00e0.<\/li>\n\n\n\n<li>ii)&nbsp;Oltre ad approfondire il solco tra<em>sapere teorico<\/em>e&nbsp;<em>pratico<\/em>, alternanza \u00e8 sinonimo di disuguaglianza. Percorsi ineguali in base a contesti, tessuti sociali e reti familiari, che peggiorano in proporzione alla fragilit\u00e0 delle condizioni economiche e delle opportunit\u00e0 culturali di luoghi e famiglie.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">iii)&nbsp;Bisogna recuperare l\u2019idea di Scuola come luogo della vita dotato di un tempo e spazio propri, non corridoio di passaggio tra infanzia e adolescenza &#8211; considerate et\u00e0 \u201cminori\u201d &#8211; e occupazione adulta.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>iv)Sia necessario portare la conoscenza del lavoro nelle classi, non gli studenti a lavorare. Logiche, dinamiche e problematiche dell\u2019occupazione entrino nel dialogo educativo, per aiutare i giovani ad orientarsi, attrezzarsi a comprenderle e intervenire per modificarle.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"5\">\n<li><strong>&nbsp;<\/strong><strong>Metrica dell\u2019educazione e della ricerca<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Educazione e ricerca accademica sono oggi terreno di confronto tra tutti i soggetti sociali, politici, economici ad esse interessati. Gli orientamenti internazionali delle politiche formative e di ricerca lo testimoniano e innescano una competizione globale in cui ranking internazionali (OCSE) e nazionali (INVALSI, ANVUR) comprimono gli scopi formativi e di studio sulla dimensione apparentemente neutra di \u201crisultato\u201d, oltre ad indurre a paragoni privi di rigore logico. Educazione e ricerca universitaria non sono riducibili ad un insieme di pratiche psicometriche globali, a cui sottoporsi in nome del principio di etica e responsabilit\u00e0. Il futuro della Scuola e dell\u2019Universit\u00e0 sono questioni<em>&nbsp;politiche nazionali<\/em>, da collocare in un contesto europeo e interculturale di confronto e valorizzazione delle differenze, libero e democratico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<strong>Crediamo che<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>i)Scuola e Ricerca universitaria siano oggetto di vera e propria \u201cossessione quantitativa\u201d, da parte di organismi internazionali e nazionali.<\/li>\n\n\n\n<li>ii)La logica dell\u2019adempimento e della competizione azzerino il lavoro di personalizzazione nella formazione scolastica ed erodano progressivamente spazi di progettualit\u00e0 libera nella ricerca universitaria (attraverso la sottomissione a criteri di valutazione non condivisi).<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">iii)&nbsp;Le scelte operate da MIUR, INVALSI ed ANVUR, modifichino profondamente comportamenti e strategie nelle Scuole e nelle Universit\u00e0, generando condotte di mero opportunismo metodologico-didattico e scientifico nonch\u00e9 la perdita di \u201cbiodiversit\u00e0 culturale\u201d, strumento indispensabile per affrontare le complessit\u00e0 del futuro, oggi imprevedibili.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"6\">\n<li><strong>Valutazione del singolo, valutazione di sistema<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La valutazione degli studenti \u00e8 impegno unico, qualificante e delicato dell\u2019insegnante, condiviso con la comunit\u00e0 dei docenti e dei discenti, consapevoli del cambiamento tipico dei processi di apprendimento. \u00c8 un\u2019osservazione \u201cprossimale\u201d (e responsabile) modulata su tempi lunghi, sull&#8217;evoluzione&nbsp;del singolo allievo, delle pratiche di insegnamento, del gruppo, del contesto. \u00c8 impensabile che enti terzi, estranei al rapporto educativo, entrino nel merito della valutazione formativa, come previsto dalla Buona Scuola. Singolarmente anacronistico appare che, dopo decenni di \u2018crisi del fordismo\u2019 in economia, si voglia introdurre la \u2018fordizzazione\u2019 nell&#8217;educazione. Le menti, soprattutto durante le prime fasi della formazione, sono delicate, creative e si conciliano con \u201ctempi e metodi\u201d&nbsp;<em>d\u2019antan<\/em>&nbsp;assai meno delle berline.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<strong>Crediamo che:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>i) Accostare una valutazione di agenzie esterne a quella del corpo docente nel \u201ccurriculum dello studente\u201d, mini la relazione di fiducia scuola-famiglia, spostando l\u2019attenzione sull&#8217;esito, pi\u00f9 che sul<em>processo<\/em>e sul&nbsp;<em>percorso<\/em>, togliendo ogni significato agli obiettivi di personalizzazione ed inclusione che la Scuola afferma di perseguire;<\/li>\n\n\n\n<li>ii)Un\u2019agenzia \u201cterza\u201d (INVALSI) non possa svolgere compiti di valutazione e di ricerca pedagogico-didattica orientanti programmi e curricola: la terziet\u00e0 non \u00e8, inoltre, comparabile con gli incarichi affidati dal MIUR per la valutazione (diretta e indiretta) di docenti e dirigenti attraverso meccanismi di premialit\u00e0.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">iii)&nbsp;La presenza di agenzie esterne nella valutazione del singolo rappresenti un\u2019espropriazione di quella responsabilit\u00e0 complessa, raffinata negli anni con l\u2019esperienza e la condivisione collegiale, della professionalit\u00e0 di ogni insegnante: la valutazione dei propri studenti;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"7\">\n<li><strong>&nbsp;<\/strong><strong>Inclusione e dispersione<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dispersione scolastica, l\u2019inclusione autentica e la riduzione delle disuguaglianze necessitano di interventi politici sistematici, di fondi strutturali, impegni comunitari, di monitoraggio costante, conoscenza e capitalizzazione delle pratiche esistenti. A partire da investimenti e piani territoriali: infrastrutture, associazioni, biblioteche; fino ad arrivare a Scuola, con risorse costanti per costruire una fitta ed efficiente rete di recupero dei disagi, delle solitudini e delle difficolt\u00e0 degli allievi pi\u00f9 fragili. Se \u00e8 vero che la Scuola e i buoni insegnanti fanno la differenza, \u00e8 ancor pi\u00f9 vero che la dispersione ha una sua mappa che si sovrappone a quella geografica ed economica dei tessuti degradati e delle periferie impoverite, di situazioni e storie difficili da ribaltare e su cui incidere. Dare alle Scuole risorse e spazi adeguati alla costruzione di didattiche di recupero e opportunit\u00e0 di accoglienza non \u00e8 sperpero di denaro pubblico, ma progettazione politica di inclusione autentica, unica vera prospettiva di crescita e ricchezza del paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Crediamo che:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>i)I temi in gioco siano cruciali e non ci si possa limitare a chiedere alla Scuola di fare meglio solo con ci\u00f2 che ha. Semplificare compiti e programmi, organizzare corsi di recupero pomeridiani che ricalchino quelli antimeridiani, medicalizzare le diversit\u00e0, sono scorciatoie che restano agli atti come prove burocratiche di adempimenti amministrativi;<\/li>\n\n\n\n<li>ii)<strong><u>La Scuola abbia un valore politico<\/u><\/strong>.&nbsp;Dunque ha il diritto di chiedere di indirizzare risorse pubbliche su questioni di importanza sociale e morale che ritiene prioritarie. Dispersione scolastica e abbandoni precoci non sono solo capi d\u2019imputazione su cui \u00e8 chiamata a rispondere, ma problematiche che nelle attuali condizioni assorbe e subisce.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In virt\u00f9 di queste considerazioni:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1)&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/strong><strong>Chiediamo un\u2019azione di moratoria su<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00d8&nbsp; obbligo dei percorsi di alternanza-scuola lavoro e del requisito di effettuazione per l\u2019accesso all\u2019esame di Stato conclusivo del II ciclo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00d8&nbsp; obbligo di impiego metodologia CLIL (<em>Content and Language Integrated Learning<\/em>,&nbsp;apprendimento integrato di contenuti disciplinari in lingua straniera)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00d8&nbsp; uso dei dispositivi INVALSI a test censuario per la valutazione degli esiti scolastici, obbligatoriet\u00e0 della somministrazione funzionale all\u2019ammissione agli esami di licenza del primo e secondo ciclo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00d8&nbsp; modifiche relative all\u2019esame di Stato, che renderebbero di fatto sempre pi\u00f9 marginale la didattica disciplinare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2)&nbsp;C<\/strong><strong>hiediamo l\u2019apertura di un ampio dibattito governo-Scuola di base-organizzazioni sindacali-cittadinanza sulle questioni di cui al punto precedente e&nbsp;<u>su tutto l\u2019impianto della Legge 107\/2015<\/u>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>&nbsp;<u>Per aderire:<\/u>&nbsp;<\/strong><strong>compila il modulo google cliccando il link seguente.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/strong><strong>contatti<\/strong><strong>:&nbsp;appelloscuolapubblica@gmail.com<\/strong><strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<\/strong><strong>&nbsp;&nbsp;<\/strong><strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/strong><strong>&nbsp;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>https:\/\/sites.google.com\/site\/appelloperlascuolapubblica\/ Dalla Costituzione della Repubblica italiana: Art. 3:&nbsp;&#8221; [..]E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese.&#8221; Art. 33: &#8220;L&#8217;arte e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-634","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-generale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/634","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=634"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/634\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1989,"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/634\/revisions\/1989"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=634"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=634"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=634"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}