{"id":429,"date":"2015-02-15T12:38:32","date_gmt":"2015-02-15T11:38:32","guid":{"rendered":"http:\/\/elum.it\/?p=429"},"modified":"2015-12-15T13:40:32","modified_gmt":"2015-12-15T12:40:32","slug":"norberto-bottani-la-riforma-che-ha-cambiato-la-scuola-in-finlandia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mangeloni.it\/?p=429","title":{"rendered":"Norberto Bottani: La riforma che ha cambiato la scuola in Finlandia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/elum.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/finlandia_1.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"http:\/\/www.oph.fi\/english\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-432\" style=\"margin: 10px;\" src=\"http:\/\/elum.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/finlandia_1.jpg\" alt=\"finlandia_1\" width=\"412\" height=\"122\" srcset=\"https:\/\/mangeloni.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/finlandia_1.jpg 412w, https:\/\/mangeloni.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/finlandia_1-300x88.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 412px) 100vw, 412px\" \/><\/a>Un articolo di Norberto Bottani, pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.oxydiane.net\" target=\"_blank\">http:\/\/www.oxydiane.net<\/a>. Un articolo su cui riflettere molto.<\/p>\n<h3>Cambiare un sistema scolastico si pu\u00f2<\/h3>\n<div>\n<p>I sistemi scolastici sono in crisi ovunque. Taluni riescono a cambiare in fretta, altri invece affondano nel pantano. Due generazioni fa per esempio la Corea del Sud era all\u2019altezza dell\u2019Afghanistan dal punto di vista economico. Oggi invece \u00e8 uno dei Paesi con uno dei sistemi scolastici migliori al mondo ed \u00e8 alla punta dell\u2019evoluzione tecnologica. Stessa cosa per la Finlandia.<!--more-->Negli anni 50, la Finlandia era un paese poverissimo e il livello medio d\u2019istruzione della popolazione era basso:met\u00e0 della popolazione aveva solo una licenza di scuola elementare. Adesso la Finlandia ha un sistema scolastico invidiato e studiato da tutti. Nel corso di pochi decenni questi due sistemi scolastici hanno cambiato faccia. Ci sono strategie migliori di altre per cambiare i sistemi scolatici? Come procedere? Si pu\u00f2 cambiare? La risposta \u00e8 univoca: senza dubbio, s\u00ec, si pu\u00f2 cambiare. Anzi si deve farlo, ma come?<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p><strong>Strategie di riforma scolastica<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei problemi pi\u00f9 ardui da risolvere quando si ha a che fare con\u00a0 una riforma scolastica \u00e8 quello della strategia di cambiamento. La questione \u00e8 eminentemente politica, nel senso che deve tenere conto delle procedure decisionali in voga in un determinato contesto socio-politico, ed \u00e8 anche scolastica poich\u00e9 non si possono ignorare le peculiarit\u00e0 di un sistema scolastico che si vuole cambiare, i rapporti di forza che lo strutturano, i gruppi di potere annidati nelle viscere del sistema. Per vincere la partita, ossia per ri-formare (alla lettera) un sistema scolastico occorre tenere conto di entrambe le dimensioni\u00a0: come si vince una riforma sul piano politico e come si realizza una riforma sul piano scolastico. In entrambi i casi si devono individuare gli ostacoli reali o potenziali tali da fare naufragare anche la riforma migliore.<\/p>\n<p>Ci sono sistemi scolastici che riescono a cambiare pelle dall\u2019oggi all\u2019indomani, per esempio quello neo-zelandese o quello svedese, ed altri invece che non cambiano mai e che sembrano del tutto incartapecoriti, come per esempio quello italiano oppure quello statunitense.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le strategie di riforma non sono esportabili per le ragioni esposte prima\u00a0: i vari sistemi scolastici hanno alle spalle molto spesso una lunga vicenda amministrativa e culturale, sono il frutto di una storia politica nella quale i rapporti di potere tengono un ruolo di primo piano, sono plasmati da filosofie dello stato e della politica scolastica peculiari ed infine si appoggiano su apparati amministrativi e\u00a0di gestione &#8220;sui generis&#8221;. Non si puo\u2019 copiare in questo campo. Nondimeno \u00e8 utile sapere cosa succede nei vari sistemi scolastici, comparare quelli che riescono a trasformarsi e quelli che invece marciano sul posto. In questo modo se ne potrebbe trarre una lezione politica non banale.<\/p>\n<p><strong>Il caso della Finlandia<\/strong><\/p>\n<p>Quarant\u2019anni fa la scuola finlandese era tutt\u2019altro che brillante. Non aveva nulla di speciale da segnalare. Per dirla in breve, il sistema scolastico era mediocre, modellato come quello tedesco (quello della Repubblica Federale di Germania, o Germania dell\u2019 Ovest come si diceva allora, con capitale Bonn) ossia con una breve scuola primaria alla fine della quale pochi andavano al liceo-ginnasio, la maggioranza andava a lavorare e una piccola parte poteva ricevere una formazione professionale semplice di un paio d\u2019anni. Il sistema scolastico finlandese non era molto diverso da quello italiano\u00a0: la proporzione dei laureati ,\u00a0agli inizi degli anni 50, era assai bassa e la maggioranza della popolazione aveva solo una licenza di scuola elementare.\u00a0In Italia, invece, l\u2019istruzione primaria universale nel primo dopo guerra non era ancora generale e la proporzione degli analfabeti nella popolazione adulta era elevata. Dal punto di vista economico la Finlandia era un paese povero, come l\u2019Italia\u00a0;\u00a0il livello di vita, sempre agli inizi degli anni 50, della Finlandia era pari a quello della Svezia nel 1910.<\/p>\n<p><strong>La riforma scolastica del 1972<\/strong><\/p>\n<p>Nel 1972 si decise di riformare totalmente il sistema scolastico adottando il modello scandinavo, ossia quello che si potrebbe definire un modello a due livelli\u00a0: una scuola di base unica, di nove anni e\u00a0un insegnamento secondario superiore\u00a0corto di tre anni. Per calmare le acque, ossia per tranquillizzare le opposizioni di ogni genere, si lavor\u00f2 dapprima sui curricoli della nuova scuola unica. Si accett\u00f2 anche un modello ibrido di scuola unica, con\u00a0gruppi omogenei\u00a0per abilit\u00e0 d\u2019apprendimento alla fine della scuola di base. Questa differenziazione fu abolita a met\u00e0 degli anni Ottanta. Da allora in poi, la scuola di base, che inizia a sette anni e finisce a 16, \u00e8 unica e uguale per tutti. L\u2019indagine PISA \u00e8 dunque somministrata a studenti che si trovano nella scuola di base, in gruppi eterogenei per capacit\u00e0 di apprendimento e non come in Italia a quindicenni che in maggioranza frequentano il primo o il secondo anno del biennio dell\u2019insegnamento secondario di secondo grado.<\/p>\n<p>Il cambiamento del sistema scolastico con l\u2019abrograzione delle filiere e della selezione precoce\u00a0inizi\u00f2 nel 1972 e fu scaglionato su cinque anni. Le ultime scuole uniche furono create\u00a0nel 1977. La riforma \u00e8 iniziata nel Nord della Finlandia e via via\u00a0fu estesa a tutto il paese. Questa strategia graduale di cambiamento fu applicata pi\u00f9 tardi, negli anni 80, anche in Spagna. Si pu\u00f2 dunque cambiare gradualmente e non in modo brutale, questa \u00e8 una prima lezione da ritenere.<\/p>\n<p>La riforma scolastica del 1972\u00a0abol\u00ec la selezione precoce e\u00a0cre\u00f2 una scuola di base di 9 anni. Il sistema funziona tuttora anche senza\u00a0la scuola materna che dura solo un anno (per i bambini dai sei ai sette anni) e non \u00e8 obbligatoria. Si tratta di un sistema che in un certo senso va controcorrente perch\u00e9 non adotta le raccomandazioni delle organizzazioni internazionali e in un altro senso invece \u00e8 all\u2019avanguardia perch\u00e9 ha fatto proprie tutte le idee chiave della personalizzazione, del socio-costruttivismo, della rendicontazione (&#8220;accountability&#8221;), della ricerca scientifica sugli apprendimenti effettuata\u00a0nel corso del XX secolo.<\/p>\n<p><strong>Tra il 1970 e il 2000\u00a0: un impressionante salto di qualit\u00e0 in trent\u2019anni<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019indagine PISA ha rivelato che i quindicenni finlandesi, nel 2000, erano tra i pi\u00f9 brillanti in un test internazionale di comprensione della lettura, esito che fu poi confermato nei test di cultura matematica e scientifica, svolti rispettivamente del 2003 e 2006. Segnali precursori del successo erano giunti dai risultati dell\u2019indagine dell\u2019IEA sulla lettura (l\u2019indagine &#8220;Reading Literacy&#8221; del 1991) nella quale i tredicenni finlandesi erano gi\u00e0 tra i migliori.<\/p>\n<p>Nell\u2019indagine PISA del 2000 non solo la media dei punteggi dei quindicenni finlandesi era al top della classifica dei risultati,\u00a0ma la proporzione di quindicenni con punteggi nel decile degli studenti pi\u00f9 bravi era elevatissima e i punteggi dei quindicenni meno bravi erano spesso superiori alla media\u00a0dei punteggi\u00a0dei loro coetanei pi\u00f9 bravi in altri sistemi scolastici.<\/p>\n<p>Cosa era successo nel frattempo\u00a0? Ecco il problema che ci interessa. Cosa \u00e8 stato fatto in Finlandia per ottenere un risultato di questo genere che ha sorpreso gli stessi finlandesi\u00a0? Non se l\u2019aspettavano nemmeno loro. Non immaginavano affatto che la loro scuola di base funzionasse cos\u00ec bene almeno per quel che riguarda la valutazione secondo la metodologia applicata nell\u2019indagine PISA, la quale non \u00e8 stata affatto concepita da Finlandesi e non \u00e8 stata neppure costruita per valutare il sistema scolastico finlandese.<\/p>\n<p><strong>Gli antecedenti della riforma del 1972<\/strong><\/p>\n<p>Le basi remote e profonde della riforma scolastica in Finlandia sono di natura economica. Alla fine della seconda guerra mondiale occorreva uscire dalla miseria e dalla povert\u00e0. La classe politica finlandese, che aveva dovuto fare i conti con i sovietici durante il conflitto mondiale, ha optato dopo gli\u00a0anni 50 per una conversione verso un\u2019economia basata sulla conoscenza. Ci sono pochi esempi al mondo di sistemi economici che hanno trasformato in pochissimi anni la loro struttura industriale e produttiva\u00a0per adottarne una imperniata sugli investimenti nel settore della conoscenza. In Finlandia questa trasformazione \u00e8 stata radicale a decorrere dagli anni 80\u00a0[<a id=\"nh1\" title=\"Da un documento della Banca mondiale : Routti, J., &amp; Yl\u00e4-Anttila, P.\u00a0(...)\" href=\"http:\/\/www.oxydiane.net\/politiche-scolastiche-politiques\/evolution-des-systemes-d\/article\/a-quarant-anni-dalla-riforma#nb1\" rel=\"footnote\">1<\/a>].\u00a0Il sistema scolastico ha in parte anticipato e in parte subito questa evoluzione.<\/p>\n<p><strong>Una strategia di riforma graduale, lenta, permanente<\/strong><\/p>\n<p>La riforma del 1972 non fu un fulmine a ciel sereno ma fu preparata dai lavori di tre commissioni volute dal Parlamento, ognuna delle quali ha formulato raccomandazioni che messe assieme hanno concorso alla costituzione di un sistema scolastico equo, efficace e eccellente.<\/p>\n<ul>\n<li>La prima commissione fu creata subito dopo la guerra, nel 1945. Il Parlamento uscito dalle prime elezioni era composto da tre partiti di forza pressoch\u00e9 uguale\u00a0: il partito socialdemocratico, quello agrario-conservatore e il partito comunista. Questa commissione svolse un lavoro brillante, imperniato sull\u2019organizzazione e il curricolo della scuola primaria. La commissione propose di ripensare il sistema scolastico che era allora calcato sul modello germanico (ancora in gran parte in vigore oggigiorno in Germania e che era servito a Gentile per la sua riforma della scuola), di smarcarsi dalla Germania e di proporre una scuola primaria pi\u00f9 umanista, imperniata sul bambino (il bambino al centro della scuola) e non sul curricolo, come invece era la scuola germanica. Inoltre la commissione svolse anche un\u2019indagine in 300 scuole per avvalorare le proprie tesi, indagine che \u00e8 un esempio di come si debba concepire e svolgere la ricerca pedagogica per guidare la politica scolastica.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>La seconda commissione fu creata nel 1946. Il parlamento non era cambiato.\u00a0[<a id=\"nh2\" title=\"Le seconde elezioni politiche si svolsero nel 1950 e si conclusero con la\u00a0(...)\" href=\"http:\/\/www.oxydiane.net\/politiche-scolastiche-politiques\/evolution-des-systemes-d\/article\/a-quarant-anni-dalla-riforma#nb2\" rel=\"footnote\">2<\/a>]. La commissione doveva discutere una nuova architettura del sistema scolastico. Alla fine dei lavori fu proposta la creazione di una scuola unica di otto anni, dalla prima elementare all\u2019ottava, per tutti, simile a quella che ora esiste in Svezia e in Norvegia. La proposta per\u00f2 cadde per l\u2019opposizione\u00a0dei licei e delle universit\u00e0. I tempi (ma sarebbe preferibile dire le mentalit\u00e0) non erano, nell\u2019immediato dopoguerra, ancora maturi per sovvertire l\u2019impianto scolastico tradizionale.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>La terza commissione entr\u00f2 in azione una decina d\u2019anni dopo, nel corso degli anni Cinquanta. Questa volta il terreno era pronto. La commissione propose infatti di adottare il sistema scandinavo contraddistinto da una lunga scuola di base unica, una scuola primaria comune per tutti fino a 16 anni, l\u2019et\u00e0 della fine dell\u2019obbligo scolastico. Questa decisione si rivel\u00f2 in seguito determinante ed \u00e8 da considerare probabilmente il fattore principale del successo della scuola finlandese. L\u2019adozione di una scuola di base comune della durata di nove anni, senza selezioni, senza smembramento delle classi per filiere o per capacit\u00e0 di apprendimento, ha costretto le autorit\u00e0 scolastiche a realizzare una serie di microriforme per salvaguardare il criterio dell\u2019unicit\u00e0 che era avversato da molti insegnanti. L\u2019attuazione della scuola di base unica e l\u2019eliminazione del sistema a due canali ha richiesto quasi vent\u2019anni perch\u00e9 la transizione termin\u00f2 solo nel 1977.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Una strategia simile si pu\u00f2 applicare solo a determinate condizioni\u00a0:<\/p>\n<ul>\n<li>insegnanti competenti, che capiscono quel che devono fare e che ci si aspetta da loro, che stanno al giuoco e che sono pronti a cambiare ogni anno\u00a0;<\/li>\n<li>consenso di tutto il ventaglio politico, dalla destra alla sinistra\u00a0;<\/li>\n<li>fiducia della popolazione\u00a0: la domanda educativa \u00e8 soddisfatta con un\u2019offerta all\u2019altezza\u00a0;<\/li>\n<li>costi moderati che si traducono soprattutto in bassi stipendi per il personale scolastico\u00a0;<\/li>\n<li>personale scolastico composto di professionisti. Il servizio scolastico non \u00e8 un bacino d\u2019impiego per i notabili locali\u00a0;<\/li>\n<li>accordo e coinvolgimento dei comuni.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Una riforma a costo zero<\/strong><\/p>\n<p>Come afferma Pasi Sahlberg (documento allegato), la riforma scolastica che ha permesso alla Finlandia di transitare da un\u2019economia prettamente agricola e meccanica ad una impostata sulle nuove tecnologie della conoscenza \u00e8 stata realizzata con poche risorse. Praticamente si \u00e8 trattato di una riforma a costo zero dal punto di vista finanziario. Quindi si pu\u00f2 riformare e generare un buon sistema scolastico che combina equit\u00e0, efficacia e eccellenza senza spendere troppo. Il caso finlandese\u00a0insegna. Questa \u00e8 un\u2019altra lezione da ritenere.<\/p>\n<p>Va bene tenere conto del fatto che la Finlandia \u00e8 un piccolo paese almeno per quel che riguarda la popolazione, con pressapoco 6 milioni d\u2019abitanti (meno della Lombardia, dunque), distribuiti per\u00f2 su\u00a0un territorio immenso (l\u2019ottavo dell\u2019Unione Europea per superficie) , per cui la politica scolastica pu\u00f2 essere pilotata con una grande sensibilit\u00e0 ( pochi comuni, solo 336, ma grandi e molto autonomi), ma questo fattore non basta per spiegare i risultati finlandesi. Certi errori di guida si saranno potuti evitare grazie ai meccanismi di controllo locale ma la strategia della riforma\u00a0scolastica finlandese comprende aspetti che offrono lo spunto per altre strategie di riforma. Anche in Finlandia per esempio ci sono sindacati di categoria agguerriti, partiti di sinistra e partiti di destra. Il quadro politico non \u00e8 diverso da quello che si ritrova in altri contesti scolastici. La politica scolastica finlandese ha per\u00f2 il merito di avere adottato una procedura graduale ,\u00a0di avere scelto di avanzare a\u00a0tappe, negoziando ogni decisione con tutte le parti in causa. Questo modo di procedere prende tempo ma \u00e8 efficace se i principi sono chiari, se gli obiettivi sono condivisi, ragione per la quale il ricambio delle maggioranze politiche non blocca la riforma. Alla politica scolastica finlandese si potrebbe applicare il proverbio &#8220;Chi va piano, va sano e va lontano&#8221;\u00a0!<\/p>\n<p><strong>Una strategia consensuale per un cambiamento radicale<\/strong><\/p>\n<p>Jukka Sarjala,\u00a0che \u00e8 diventato nel corso degli anni 90 direttore generale del Consiglio Nazionale dell\u2019Educazione, l\u2019organismo pi\u00f9 importante della politica scolastica in Finlandia,\u00a0ha descritto in modo eloquente, in un\u2019intervista concessa ad un gruppo di periti dell\u2019OCSE,\u00a0la strategia adottata per pianificare l\u2019attuazione della nuova legge scolastica\u00a0:<br \/>\n&#8220;La sfida che ho dovuto raccogliere consisteva nello sviluppo di un piano che permettesse di applicare la riforma ovunque in Finlandia. Molti comuni non erano affatto vogliosi di riformare il loro sistema scolastico. Per superare questo ostacolo era molto importante avere un mandato legale. Questa era infatti una grande riforma, molto radicale e assai complicata per gli insegnanti\u00a0assuefatti al vecchio impianto scolastico.\u00a0Erano abituati ad insegnare in scuole frequentate da studenti selezionati e non erano affatto pronti a insegnare in un sistema scolastico nel quale studenti molto intelligenti e studenti non altrettanto svegli si trovavano nelle stesse classi. Ci vollero molti anni, in talune scuole fino al pensionamento dei vecchi insegnanti, per fare accettare queste riforme&#8221;.<br \/>\nLe autorit\u00e0 scolastiche finlandesi hanno accettato di aspettare,\u00a0hanno pazientato. E\u2019 andata bene. Nel frattempo, sull\u2019arco di venti-trent\u2019anni, il corpo insegnante \u00e8 stato integralmente rinnovato. I nuovi insegnanti sono stati certificati con una formazione del tutto diversa. Come vedremo tra poco questa \u00e8 una delle carte vincenti della politica scolastica finlandese.<\/p>\n<p><strong>Nuovi curricoli<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019 altra carta vincente \u00e8 stata la messa a punto di nuovi curricoli. Si \u00e8 lavorato molto su questo terreno per calmare le ansie degli insegnanti veterani\u00a0e per risolvere alcuni problemi posti dalla fusione di due canali paralleli per farne uno solo , per creare una scuola di base unica, comune per tutti. Lo sviluppo di un curricolo nazionale nuovo per la scuola di base \u00e8 stata una mossa vincente. La procedura \u00e8 durata cinque anni, dal 1965 al 1970, ha coinvolto centinaia d\u2019insegnanti ed ha anticipato la riforma dei cicli e delle strutture scolastiche. In questo modo, prima di iniziare la riforma, tutti sapevano che cosa si sarebbe fatto nelle scuole.<\/p>\n<p><strong>Caratteristiche odierne del sistema scolastico finlandes<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><em><strong>Piccole scuole<\/strong><\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Le scuole finlandesi sono piccole, non sono mega-scuole come si vogliono in Italia e sono iper-fornite di materiale didattico di tutti i generi. Le classi sono numerose, in media tra i 20 e 30 alunni. Moltissime scuole hanno meno di 300 studenti. Solamente il 4% di tutte le scuole ha pi\u00f9 di 500 studenti. Quando una scuola ha troppi studenti, secondo gli standard finlandesi, la si sdoppia, con due direzioni che convivono negli stessi edifici.<\/p>\n<p>La piccola dimensione delle scuole ha due effetti maggiori\u00a0:<\/p>\n<ul>\n<li>all\u2019interno della scuola, le relazioni tra insegnanti e studenti sono molto forti. Tutti si conoscono e la scuola diventa una vera comunit\u00e0 che vive in sincronia i maggiori avvenimenti della vita scolastica, come per esempio la vittoria in un torneo sportivo della squadra della scuola oppure una festa del calendario pubblico\u00a0;<\/li>\n<li>all\u2019esterno della scuola, le relazioni con le famiglie e con le autorit\u00e0 municipali sono intense. Il capitale sociale di cui fruisce la scuola \u00e8 elevato. Fuori della scuola tutti si interessano di quel che fanno studenti e insegnanti . Il controllo sociale per\u00f2 non \u00e8 insopportabile e pesante. Questo \u00e8 uno dei tratti caratteristici del genio finlandese\u00a0: la tolleranza.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><em><strong>Una cultura scolastica alternativa,\u00a0fuori dai sentieri battuti<\/strong><\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>Come fa ancora notare Sahlberg nel suo articolo allegato, finora non esistono ancora analisi comparate su come le riforme scolastiche sono tratteggiate e guidate nei vari paesi. Nondimeno, in questi ultimi decenni si \u00e8 assistito ad un progressivo e continuo slittamento dalle riforme strutturali alle riforme imperniate sulla qualit\u00e0 dell\u2019istruzione. La data che marca la svolta \u00e8 indubbiamente il 1983 quando \u00e8 stato pubblicato negli USA il celebre documento &#8220;A Nation at Risk&#8221;.<\/p>\n<p>Sahlberg ha caratterizzato il nuovo indirizzo pedagogico che si manifesta in tutti i sistemi scolastici, che \u00e8 propagandato dalle organizzazioni internazionali e che plasma le politiche riformiste, con l\u2019acronimo <strong>GERM<\/strong> che in inglese vuol dire &#8220;<strong>Global Educational Reform Movement<\/strong>&#8220;:la valutazione degli studenti, la valutazione degli insegnanti, l\u2019adozione delle TIC, l\u2019importanza riservata alla cultura scientifica, alle competenze matematiche e a quelle in lettura, all\u2019autonomia e alla rendicontazione basata sui punteggi nei test, agli standard nei curricoli,\u00a0sono i tratti caratteristici del GERM.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Secondo Sahlberg, il quale per\u00f2 non lo afferma esplicitamente, la Finlandia non si inserisce nel GERM ma ha piuttosto adottato l\u2019<strong>ARM<\/strong>, altro acronimo per dire &#8220;<strong>Alternative Research Movement<\/strong>&#8220;. Qui forse risiedono svariati fattori che concorrono a spiegare il successo finlandese. L\u2019ARM \u00e8 contraddistinto da pochi standard nazionali e da molta libert\u00e0 lasciata alle scuole per trovare le soluzioni adatte a non lasciare nessuno sul bordo della strada. L\u2019ARM \u00e8 una scommessa a favore delle scuole e dei dirigenti. I Finlandesi la possono fare perch\u00e9 hanno puntato moltissimo su questa variabile. Tutte le materie contano e non solo la lettura, la matematica e le scienze. Gli insegnanti sono invitati a prendere rischi, ad inventare metodi nuovi d\u2019insegnamento, a sperimentarli e gli studenti sono incitati a scovare le modalit\u00e0 d\u2019apprendimento che convengono ad ognuno, perch\u00e9 ognuno impara a suo modo. Non esiste un modo unico, stereotipato per apprendere. La scuola deve riconoscere questa variet\u00e0 e gli insegnanti sono formati a farlo. Infine nell\u2019ARM non si pilota la scuola con i test, ma con la fiducia, con la cultura della responsabilit\u00e0 degli insegnanti che giudicano in modo professionale i loro studenti e i loro progressi. Anche in questo caso gli insegnanti sono formati a svolgere questo compito. La valutazione \u00e8 una componente della loro formazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Per concludere\u00a0: le ragioni del successo<\/strong><\/p>\n<p>V\u00e4lij\u00e4rvi\u00a0e il suo gruppo di ricerca\u00a0[<a id=\"nh3\" title=\"V\u00e4lij\u00e4rvi, J., Linnakyl\u00e4, P., Kupari, P., Reinikainen, P. &amp; Arffman, I.\u00a0(...)\" href=\"http:\/\/www.oxydiane.net\/politiche-scolastiche-politiques\/evolution-des-systemes-d\/article\/a-quarant-anni-dalla-riforma#nb3\" rel=\"footnote\">3<\/a>] hanno sostenuto che &#8220;il successo finlandese in PISA va attribuito ad una &#8220;ragnatela&#8221; di fattori o di variabili interconnesse tra loro come le attivit\u00e0 e gli interessi\u00a0degli studenti sia a scuola che nel tempo libero, le opportunit\u00e0 d\u2019apprendimento offerte dalle scuole, il sostegno e il coinvolgimento delle famiglie, come pure il contesto sociale e culturale nel quale \u00e8 innestato l\u2019intero sistema scolastico&#8221; (p. 46).<\/p>\n<p>Secondo Sahlberg (articolo allegato) le caratteristiche principali\u00a0del sistema scolastico finlandese che concorrono a spiegare l\u2019esito brillante dell\u2019istruzione scolastica in Finlandia ( media elevata del punteggio globale nei test internazionali, poche ore di scuola all\u2019anno, pochi anni di scuola, costi modesti, pochi studenti con punteggi bassi nei test, divario ridottissimo tra i punteggi dei migliori studenti e quelli dei pi\u00f9 deboli, quindi equit\u00e0 del sistema, diversit\u00e0 ridotta tra scuole su tutto il territorio nazionale) sono le seguenti\u00a0:<\/p>\n<p><em>(i) Una stessa scuola unica di base per tutti<\/em><\/p>\n<p>La scuola dell\u2019obbligo inizia a sette anni e non a sei, non ci sono primine, tutti i bambini che compiono 7 anni\u00a0nell\u2019anno iniziano ad andare a scuola in agosto, anche i nati in dicembre. La scuola primaria \u00e8 di sei anni, seguita da tre anni di scuola media unica. Il blocco di 6 anni +3 anni costituisce la scuola di base. Non si cambia scuola. La mensa \u00e8 gratuita, le cure mediche pure, i trasporti anche come pure tutto il materiale scolastico. Questa \u00e8 la scuola pubblica, universale\u00a0: le famiglie non spendono nulla per l\u2019istruzione e l\u2019unicit\u00e0 implica che tutti siano trattati alla stessa stregua. Molti osservatori ritengono che la base del successo risieda proprio qui e vada attribuita anche alla qualit\u00e0 del corpo insegnante di cui parleremo tra poco. L\u2019infanzia \u00e8 rispettata al massimo e non si parla nemmeno di una scuola materna obbligatoria di due o tre anni trasformata in prescuola. La migliore preparazione alla scuola risiede nel rispetto dell\u2019infanzia e non nell\u2019imposizione di un programma educativo stereotipato, con valutazioni a tre, quattro o cinque anni. I bambini finlandesi imparano molto e meglio con un anno di meno di scuola. Il finlandese per altro non \u00e8 una lingua facile, tutt\u2019altro. Eppure la scommessa \u00e8 vincente.<\/p>\n<p><em>(ii) Eccellenza della formazione degli insegnanti della scuola primaria<\/em><\/p>\n<p>La professione d\u2019insegnante in Finlandia \u00e8 ritenuta una professione prestigiosa, la formazione dura cinque anni dopo la maturit\u00e0 (fino al master o laurea di secondo livello) ed \u00e8 imperniata sulla ricerca scientifica. L\u2019idea centrale della formazione degli insegnanti \u00e8 proprio questa\u00a0: farne una professione che si regola sulla ricerca scientifica, come succede per i medici o i farmacisti. Il cambiamento radicale del modello di formazione degli insegnanti \u00e8 stato fatto gi\u00e0 nel corso degli anni 70 quando si sono chiusi gli istituti magistrali e si \u00e8 trasferita la formazione degli insegnanti all\u2019universit\u00e0. Per questa ragione oggigiorno nelle scuole primarie finlandesi tutti gli insegnanti hanno una laurea di secondo livello. La vecchia guardia, con una formazione artigianale, \u00e8 ormai sparita, \u00e8 andata in pensione. Nelle scuole operano\u00a0professionisti che lavorano come professionisti.\u00a0Gli stipendi di queste persone non sono affatto eccelsi. Non c\u2019\u00e8 bisogno di aumentare gli stipendi per ritenere gli insegnanti o di distribuire premi per gratificare i migliori. Queste soluzioni non attecchiscono nel sistema scolastico finlandese. Gli insegnanti fruiscono di un\u2019ampia autonomia didattica perch\u00e9 padroneggiano i problemi dell\u2019insegnamento e dell\u2019apprendimento, sono aggiornati, sono consapevoli di quel che fanno, evolvono nella pratica, non ripetono per anni le stesse lezioni.<\/p>\n<p>La popolazione ha fiducia negli insegnanti che sono specialisti in grado di riconoscere ci\u00f2 di cui ha bisogno un bambino per apprendere e progredire. Non si boccia nella scuola finlandese e nei licei gli studenti si presentano agli esami e alla maturit\u00e0 quando si sentono preparati dopo averne discusso con i loro insegnanti. I migliori studenti aspirano a diventare insegnanti. Ogni anno in media le matricole che vorrebbero specializzarsi come insegnanti sono circa 6000, ma le universit\u00e0 ne selezionano solo il 10%, i 600 migliori.<\/p>\n<p>La laurea di secondo livello in educazione apre tutte le porte, quelle del pubblico impiego e quelle del settore privato, e non solo quelle della scuola.<\/p>\n<p><em>(iii) Rendicontazione intelligente<\/em><\/p>\n<p>Anche in Finlandia la rendicontazione (&#8220;accountability&#8221;) \u00e8 stata adottata nella politica scolastica. Scuole e insegnanti devono rendere conto di quel che fanno e ottengono, sono responsabili dei soldi che\u00a0spendono per l\u2019istruzione e soprattutto dell\u2019avvenire degli studenti. Non ci sono valutazioni esterne. Il solo esame nazionale \u00e8 la maturit\u00e0. I voti sono proibiti per legge nella scuola primaria. La scuola primaria \u00e8 una &#8220;zona libera&#8221; da test.\u00a0Le valutazioni degli insegnanti sono descrittive.<\/p>\n<p><em>(iv) Cultura della fiducia<\/em><\/p>\n<p>Il sistema finlandese funziona solo sulla base della fiducia reciproca tra insegnanti, studenti, famiglie e autorit\u00e0. In mancanza della fiducia e del rispetto tutto va a monte. Il sistema scolastico finlandese era fortemente centralizzato fino alla riforma del 1972. Tanto per avere un termine di confronto, la Svezia ha decentralizzato il proprio sistema scolastico adottando lo schema finlandese solo nel 1991 ed \u00e8 stata una maggioranza di centro sinistra ad imporre questa svolta. La decentralizzazione in Finlandia \u00e8 stata decisa nel 1972 ma \u00e8 diventata operante ovunque solo nel 1985. Tredici anni per attuarla. Non si \u00e8 decentralizzato dal mattino alla sera. Questa \u00e8 un\u2019altra bella lezione. Si \u00e8 tenuto conto delle resistenze all\u2019interno e all\u2019esterno della scuola, si \u00e8 negoziato, ma nessuna maggioranza politica ha sgarrato. Si \u00e8 tenuto duro e si \u00e8 seguito l\u2019indirizzo del 72 con costanza. Questo si chiama condividere un obiettivo.<\/p>\n<p>Per Sahlberg, la cultura della fiducia significa che le autorit\u00e0 e i responsabili politici credono che gli insegnanti, i dirigenti scolastici, le famiglie e i comuni sono competenti\u00a0per gestire la scuola e l\u2019istruzione, non hanno bisogno di essere imboccati ad ogni momento. Non occorre ficcare il becco in affari che non si conoscono. Questa cultura della fiducia e del rispetto secondo Sahlberg attecchisce e prospera soltanto in un ambiente non afflitto dalla corruzione e con un sistema amministrativo efficace che pilota con bravura il sistema scolastico. Purtroppo queste condizioni non esistono in Italia, tranne forse in alcune province autonome o in alcune regioni.<\/p>\n<p><em>(v) Leadership morale diffusa<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>Il sistema scolastico finlandese non \u00e8 il frutto di una riforma scolastica monumentale e unica. In Finlandia si \u00e8 proceduto per ritocchi successivi ma con perseveranza, per anni, tenendo conto delle trasformazioni sociali e tecnologiche, con uno sguardo sempre orientato al futuro, con la preoccupazione di fornire un\u2019offerta formativa all\u2019altezza dei tempi, di non perdere il treno, di provvedere un\u2019istruzione che corrisponda al fabbisogno della gente e della societ\u00e0, senza discorsi pomposi e retoriche insulse. Questo non vuol dire che i Finlandesi siano ignoranti perch\u00e9 non studiano il latino a scuola oppure perch\u00e9 non studiano i filosofi presocratici o Platone o Aristotele. I Finlandesi leggono, leggono molto, hanno tempo per leggere, si istruiscono anche quando sono adulti. Non sono beceri, ma sono soprattutto creativi, in un paese povero, non benedetto certamente dalla natura. E\u2019 sicuramente pi\u00f9 piacevole vivere a Marsala che non a Lahti, almeno dal punto di vista climatologico, anche se Lahti immersa nelle foreste, in riva a un lago, \u00e8 una cittadina deliziosa. Poi l\u2019essere umano si adatta e riesce a stare bene anche in ambienti duri, difficili.<\/p>\n<p>La leadership sostenibile\u00a0[<a id=\"nh4\" title=\"Si veda a questo riguardo Hargreaves : Hargreaves, A., &amp; Fink, D.\u00a0(...)\" href=\"http:\/\/www.oxydiane.net\/politiche-scolastiche-politiques\/evolution-des-systemes-d\/article\/a-quarant-anni-dalla-riforma#nb4\" rel=\"footnote\">4<\/a>] implica continuit\u00e0 di vedute, &#8220;turnover&#8221; limitato del personale. Solo a questa condizione gli insegnanti e i dirigenti possono concentrarsi sul loro lavoro e non esser distratti da intrighi, combinazioni, pseudo-novit\u00e0, valutazioni di ogni genere. Inoltre la leadership sostenibile implica la condivisione e la condivisione a sua volta implica la stabilit\u00e0 del personale. Il cerchio virtuoso si chiude. La responsabilit\u00e0 della scuola \u00e8 condivisa tra tutti gli attori scolastici, sistematicamente. Le scuole sono davvero autonome, le indicazioni nazionali sono ridotte al minimo, un quadro teorico essenzialissimo. Le scuole sanno per principio quel che devono fare, il personale scolastico ne discute, i dirigenti consultano le autorit\u00e0 comunali, le famiglie intervengono nei dibattiti. Le scuole sono tutte diverse l\u2019una dall\u2019altra. Ci\u00f2 crea qualche problema, \u00e8 innegabile, soprattutto per chi trasloca, ma i vantaggi sono incommensurabili.<br \/>\nIl sistema scolastico finlandese non \u00e8 un sistema all\u2019avanguardia. E\u2019 solo un sistema basato sul buon senso, sulla qualit\u00e0, sull\u2019alta professionalit\u00e0 del personale che vi lavora. Non \u00e8 neppure un sistema alternativo. La sua originalit\u00e0 consiste nell\u2019avere adottato su larga scala le teorie scientifiche dell\u2019apprendimento elaborate nel corso del XX secolo e di avere puntato sull\u2019istruzione come investimento di base in un paese privo di risorse naturali, la cui unica ricchezza sono le foreste e la pesca. Non ci sono materie prime in Finlandia. Il sistema scolastico finlandese \u00e8 semplicemente un buon sistema scolastico, un sistema scolastico onesto, che non segue le mode, che d\u00e0 fiducia alla gente.\u00a0Vi opera gente modesta ma competente, che non si d\u00e0 grande arie, che stimola, incoraggia, promuove la creativit\u00e0, il rischio. Poche cose, ma senza prezzo.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"notes\">\n<p>[<a id=\"nb1\" title=\"Note 1\" href=\"http:\/\/www.oxydiane.net\/politiche-scolastiche-politiques\/evolution-des-systemes-d\/article\/a-quarant-anni-dalla-riforma#nh1\" rev=\"footnote\">1<\/a>] Da un documento della Banca mondiale\u00a0: Routti, J., &amp; Yl\u00e4-Anttila, P. (2006). Finland as a knowledge economy. Elements of success and lessons learned. Washington, DC\u00a0: World Bank<\/p>\n<p>[<a id=\"nb2\" title=\"Note 2\" href=\"http:\/\/www.oxydiane.net\/politiche-scolastiche-politiques\/evolution-des-systemes-d\/article\/a-quarant-anni-dalla-riforma#nh2\" rev=\"footnote\">2<\/a>] Le seconde elezioni politiche si svolsero nel 1950 e si conclusero con la vittoria dei conservatori che divennero il partito maggioritario senza per\u00f2 conquistare la maggioranza assoluta<\/p>\n<p>[<a id=\"nb3\" title=\"Note 3\" href=\"http:\/\/www.oxydiane.net\/politiche-scolastiche-politiques\/evolution-des-systemes-d\/article\/a-quarant-anni-dalla-riforma#nh3\" rev=\"footnote\">3<\/a>] V\u00e4lij\u00e4rvi, J., Linnakyl\u00e4, P., Kupari, P., Reinikainen, P. &amp; Arffman, I. (2002).<em>Finnish success in PISA. Some reasons behind it. <\/em>Jyv\u00e4skyl\u00e4\u00a0: Institute for Educational Research, University of Jyv\u00e4skyl\u00e4.<\/p>\n<p>[<a id=\"nb4\" title=\"Note 4\" href=\"http:\/\/www.oxydiane.net\/politiche-scolastiche-politiques\/evolution-des-systemes-d\/article\/a-quarant-anni-dalla-riforma#nh4\" rev=\"footnote\">4<\/a>] Si veda a questo riguardo Hargreaves\u00a0: Hargreaves, A., &amp; Fink, D. (2006). Sustainable leadership. San Francisco\u00a0: Jossey-Bass.Non tradotto in italiano\u00a0! Solo l\u2019ADI ha tradotto e pubblicato una presentazione in PowerPoint della &#8220;leadership duratura&#8221; fatta da Andy Hargreaves a un seminario che si \u00e8 svolto a Boston nel 2006 e che riassume\u00a0le idee chiave del concetto esposte nel libro <strong><em>Sustainable Leadership <\/em>(2005)<\/strong>. La presentazione in .ppt in italiano si pu\u00f2 consultare cliccando <a href=\"http:\/\/ospitiweb.indire.it\/adi\/AndyH\/ah_frame.htm\" rel=\"external\">qui<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/elum.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Finlandia_Storia_di_un_successo.pdf\">Finlandia_Storia_di_un_successo<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un articolo di Norberto Bottani, pubblicato su http:\/\/www.oxydiane.net. Un articolo su cui riflettere molto. Cambiare un sistema scolastico si pu\u00f2 I sistemi scolastici sono in crisi ovunque. Taluni riescono a cambiare in fretta, altri invece affondano nel pantano. Due generazioni fa per esempio la Corea del Sud era all\u2019altezza dell\u2019Afghanistan dal punto di vista economico. [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":437,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[21],"tags":[27],"class_list":["post-429","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scuola","tag-importante"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/429","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=429"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/429\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":515,"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/429\/revisions\/515"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/437"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=429"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=429"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mangeloni.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=429"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}