{"id":144,"date":"2010-10-27T05:35:52","date_gmt":"2010-10-27T04:35:52","guid":{"rendered":"http:\/\/mangeloni.it\/?p=144"},"modified":"2022-01-08T18:18:25","modified_gmt":"2022-01-08T17:18:25","slug":"riforma-gelmini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mangeloni.it\/?p=144","title":{"rendered":"Riforma Gelmini?"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" style=\"margin: 10px;\" title=\"aula vuota\" src=\"http:\/\/ilgiunco.files.wordpress.com\/2010\/03\/banchi-vuoti-scuola.png\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"74\" \/>La tanto attesa riforma dei Licei, e nel complesso di tutto il secondo ciclo di istruzione secondaria superiore, era attesa da anni.<br \/>\nDalle sperimentazioni degli anni 80-90 fino ad arrivare alla attuale, passando per Berlinguer e Moratti, si sono susseguite idee, ipotesi e proposte basate su approcci didattici, pedagogici diversi fra loro, discutibili, ma almeno fondate su sperimentazioni in campo, modelli abbastanza definiti e intrisi di una qualche filosofia.<br \/>\nL\u2019attuale riforma invece si \u00e8 attestata su teorie e principi che non trovano, almeno ci sembra, adeguati riferimenti culturali condivisi, ma piuttosto su una giustificazione della richiesta di tagliare le spese nell\u2019istruzione e formazione.<br \/>\nCertamente la riduzione degli investimenti in questo campo \u00e8 discutibile, per almeno due motivi:<br \/>\n\u2022 la scuola deve essere una palestra per gli allenamenti alla cittadinanza e alla professionalit\u00e0 dell\u2019uomo, avendo come presupposto fondamentale che quel cittadino e quel professionista prima \u00e8 comunque un uomo\u2026 Non si pu\u00f2 allora prescindere dal fatto che la crescita umana, civile e professionale di una persona debba passare attraverso una \u201cpalestra\u201d minima, per ritornare alla metafora precedente. Non si pu\u00f2 pensare che il taglio di risorse per la scuola pubblica sia il deus ex-machina della situazione attuale negli apprendimenti e nelle competenze dei nostri studenti;<br \/>\n\u2022 la didattica laboratoriale, tanto richiamata, giustamente, nei documenti ministeriali, include in s\u00e9 spazi, tempi e preparazione professionale adeguati. Il taglio delle spese (considerando che solo il 30% di questi possono essere reinvestiti nella scuola) credo possa ulteriormente indebolire la vera innovazione dei documenti ministeriali: infatti solo con una adeguata progettualit\u00e0 degli spazi (adeguamenti, ristrutturazioni dei tempi e degli spazi) questa laboratorialit\u00e0 della didattica, che porti allo sviluppo di competenze vere, possa compiersi nel modo adeguato.<br \/>\nPer quanto riguarda i documenti tecnici di lavoro, per i docenti e i collegi nei licei, credo siano ancora proposte su cui riflettere e ragionare, aprendo cantieri di lavoro seri e approfonditi che portino a rivedere e omogeneizzare i linguaggi e le terminologie fra i vari documenti. Un esempio \u00e8 la struttura delle cosiddette Indicazioni. Nei Licei hanno una configurazione e nei tecnici e professionali un\u2019altra.<br \/>\nPer esempio, nei regolamenti si usa il termine \u201cRisultati di apprendimento\u201d correlato poi al termine competenze: nei licei questa suddivisione sparisce, mentre i documenti dei tecnici e dei professionali riprendono e declinano i risultati in competenze da sviluppare.<br \/>\nNei documenti di licei compaiono poi competenze trasversali specifiche previste nel Profilo dei singoli percorsi liceali e le competenze trasversali identificate nelle aree metodologica, logico-argomentativa, linguistica e comunicativa, storico-umanistica, scientifica, matematica e tecnologica che risuddividono e riframmentano quegli assi culturali di cui si parla nel documento sull\u2019obbligo d\u2019istruzione: l\u2019introduzione delle aree metodologica e logico-argomentativa nei documenti tecnici crea e creer\u00e0 disorientamento e confusione nel lavoro di progettazione delle singole scuole.<br \/>\nUn\u2019altra osservazione da fare forse \u00e8 quella della quota di flessibilit\u00e0 introdotta nella quota oraria: il 20% in pi\u00f9 nel primo biennio e nell\u2019ultimo anno e il 30% nel secondo biennio, in teoria potrebbe portare ad una frammentazione ulteriore della precedente nella organizzazione curricolare delle singole scuole.<br \/>\nCos\u00ec impostato il percorso liceale non ci sembra, almeno nei documenti, che possa avvicinare il mondo della scuola al mondo del lavoro come auspicato nelle vari documenti e accordi internazionali ai sistemi di istruzione. L\u2019art. 2 al comma 3 del Regolamento recita: \u00abI percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realt\u00e0, affinch\u00e9 egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze, abilit\u00e0 e competenze coerenti con le capacit\u00e0 e le scelte personali e adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, all\u2019inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro\u00bb. Bene, proprio in questa citazione sta tutto il succo del percorso liceale. Ora sta alle scuole nella loro autonomia, promuovere raccordi con il territorio e con gli enti locali affinch\u00e9 le competenze per cos\u00ec dire \u201calte\u201d, declinate poi nel Profilo, possano essere veramente raggiunti dai nostri ragazzi.<\/p>\n<p>Molte delle considerazioni sopra esposte possono essere fatte anche per gli altri settori dell\u2019istruzione, sia per i tecnici che per i professionali.<br \/>\nPer quanto attiene alla scuola secondaria di I grado, le problematiche rimangono le stesse: il ruolo degli enti locali si accentua e diventa ancora pi\u00f9 determinante.<\/p>\n<p>Credo che proprio gli enti locali si debbano far carico di promuovere politiche di sostegno e assistenza alle singole istituzioni scolastiche promuovendo accordi, sostenendo la costituzione di reti istituzionali, contribuendo anche dal punto di vista degli investimenti a sorreggere quel vuoto di risorse che si \u00e8 venuto a creare con i tagli ministeriali alla scuola.<\/p>\n<p>La Regione ha un ruolo fondamentale, anche per i suoi compiti in tema di formazione professionale e di apprendistato.<br \/>\nIl raccordo tra le varie istituzioni deve essere funzionale; la flessibilit\u00e0 di cui dispongono le singole istituzioni ha bisogno del sostegno degli enti locali sia in termini di linee guida sia in termini di finanziamenti tesi al raggiungimento di quegli obiettivi fissati dai documenti nazionali che trovano difficolt\u00e0 a realizzarsi in funzione di quelle peculiarit\u00e0 territoriali di cui solo gli enti locali ne hanno una visione completa e organica.<\/p>\n<p>Tutto il settore dell\u2019istruzione e della formazione professionale di esclusiva competenza regionale ha bisogno di una mission organica: la regione pu\u00f2 e deve sentirsi comprimaria alle intenzioni ministeriali e alle esigenze autonomistiche delle singole istituzioni scolastiche.<\/p>\n<p>Ci sono ancora molte funzioni specifiche dei singoli gradi di istruzione che hanno bisogno di un sostegno: una per tutte la funzione orientante della scuola secondaria di I grado che vede le singole istituzioni ancora lontane dalla completa e proficua realizzazione degli obiettivi istituzioni in questo campo. Lo studio delle inclinazioni personali e della visione personalistica del proprio futuro nei nostri ragazzi ha bisogno di tempi, spazi e strumenti che vanno al di l\u00e0 delle dotazioni attuali delle scuole: non bastano le singole discipline intese come materie di insegnamento, fosse anche in forma laboratoriale, a permettere ai ragazzi di indagare, scoprire e promuovere quelle peculiarit\u00e0 personali che permetta loro di intraprendere un cammino di preparazione personale in sintonia con le proprie possibilit\u00e0, anche sociali, per essere una persona completa, un cittadino consapevole e un professionista preparato.<br \/>\nLe possibilit\u00e0 dell\u2019alternanza scuola-lavoro, dell\u2019assolvimento dell\u2019obbligo d\u2019istruzione che non sia solo formale, ma anche sostanziale, richiedono alla Regione un impegno non indifferente sia nel momento della progettazione delle azioni che nel momento della realizzazione di percorsi effettivamente realizzabili ed efficaci.<br \/>\nAgli enti locali, in questo momento cos\u00ec importante per le mutazioni che avvengono nel paradigma fondante della nostra istruzione e formazione, deve preoccuparsi anche della formazione continua del personale addetto alla realizzazione di questo passaggio. Proprio perch\u00e9 le realt\u00e0 locali sono molto diversificate fra loro, in ogni territorio occorrer\u00e0 che le associazioni professionali, generalisti che e disciplinari, diventino luogo di ricerca, sperimentazione, aggiornamento delle persone sentinelle del cambiamento reale e non virtuale della scuola. Infatti \u00e8 proprio qui che occorre investire: non bastano commissioni di controllo, di studio ecc\u2026, ma occorre promuovere e sostenere progetti di ricerca, sperimentazione, di discussione proprio con coloro che la scuola la fanno. E proprio qui che le associazioni giocano un ruolo fondamentale nel passaggio reale che si \u00e8 prefigurato con questa riforma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tanto attesa riforma dei Licei, e nel complesso di tutto il secondo ciclo di istruzione secondaria superiore, era attesa da anni. 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